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Un messaggio del mio amico Severino, vecchio compagno delle superiori, mi ricorda che anche noi, a modo nostro, siamo stati dei pionieri dell'era informatica nei lontani anni '80.
TRASCRIZIONE [ENG translation below]
C'è voluto il mio amico Severino a ricordarmi che anche noi siamo stati dei pionieri dell'informatica. Severino, con cui ho fatto le scuole superiori all'Istituto Tecnico Pietro Martini di Cagliari, istituto tecnico che aveva una classe programmatori alla quale io mi ero iscritta, non tanto attirata dall'informatica, ancora poco si parlava di informatica, però era una classe, un corso di studi che permetteva di fare per tutti i cinque anni la lingua inglese, io volevo imparare l'inglese quindi, non c'era un liceo linguistico all'epoca mi pare, o comunque non so perché, mi ero iscritta al Martini avevo iniziato a fare questo corso programmatori.
Avevamo questi grandi elaboratori elettronici che mi pare di ricordare funzionassero ancora con le schede, li abbiamo usati pochissimo perché, così come il banco modello, cioè una finta banca dove avremmo dovuto fingere di fare tutte le operazioni bancarie, poi non veniva mai usato per quello, e di informatica imparammo, o ci dissero che esistevano due programmi che avremmo dovuto imparare: il COBOL e il Fortran. Parlo al condizionale perché all'epoca avemmo la grande sfortuna di avere un'insegnante che di informatica non ne sapeva niente. Infatti per tutti i tre anni di informatica avevamo un unico libretto che boh, un libretto con la copertina verde dove noi imparavamo le cose a memoria, ma veramente non abbiamo mai fatto niente di che, tant'è che all'esame di maturità, essendo il nostro un corso particolare, appunto quello corso programmatori, e informatica era una materia obbligatoria, e noi ci preparammo porelli, però quando l'esaminatore della commissione esterna cominciò a interrogarci si rese conto che anche i più bravi della classe, anche quelli che presero nove al compito di italiano, non ne sapevano assolutamente niente di informatica e stavano semplicemente ripetendo a memoria delle cose che avevano imparato, ma dalle quali non avevano assolutamente nessuna idea.
Comunque sì, è vero Severino, anche noi siamo stati dei pionieri dell'informatica. Hai perfettamente ragione in quel bellissimo messaggio che mi hai mandato, nel messaggio vocale, perché Severino non sta a Cagliari adesso sta nel Dorset, e ha una bellissima famiglia e fa un bellissimo mestiere, e noi da 40 anni che non ci vediamo. Sì, mi hai ricordato Severino che anche noi siamo stati dei pionieri e che il nostro avvicinarci all'informatica in tempi non sospetti non ci ha fatto per niente male. Siamo rimasti belli curiosi e diciamo che non siamo venuti fuori troppo traumatizzati da quell'esperienza, siamo riusciti a farne tesoro e poi siamo andati avanti ognuno per la propria strada. Dai che presto ci rincontriamo.
TRANSLATION
It took my friend Severino to remind me that we were also pioneers of computer science. Severino, with whom I went to high school at the Pietro Martini Technical Institute in Cagliari, a technical institute that had a programming class that I enrolled in, not so much attracted by computer science, as there was still very little talk of computer science, but it was a class, a course of study that allowed us to learn English for all five years, I wanted to learn English, there was no language high school at the time I think, or anyway, I don't know why, I enrolled at Martini and started this programming course.
We had these big electronic computers that I seem to remember still worked with cards, we used them very little because, like the model bench, that is a fake bank where we were supposed to pretend to do all banking operations, it was never used as intended, and we were told that there were two programs we were supposed to learn: COBOL and Fortran. I speak in the conditional because at...
TRASCRIZIONE [ENG translation below]
C'è voluto il mio amico Severino a ricordarmi che anche noi siamo stati dei pionieri dell'informatica. Severino, con cui ho fatto le scuole superiori all'Istituto Tecnico Pietro Martini di Cagliari, istituto tecnico che aveva una classe programmatori alla quale io mi ero iscritta, non tanto attirata dall'informatica, ancora poco si parlava di informatica, però era una classe, un corso di studi che permetteva di fare per tutti i cinque anni la lingua inglese, io volevo imparare l'inglese quindi, non c'era un liceo linguistico all'epoca mi pare, o comunque non so perché, mi ero iscritta al Martini avevo iniziato a fare questo corso programmatori.
Avevamo questi grandi elaboratori elettronici che mi pare di ricordare funzionassero ancora con le schede, li abbiamo usati pochissimo perché, così come il banco modello, cioè una finta banca dove avremmo dovuto fingere di fare tutte le operazioni bancarie, poi non veniva mai usato per quello, e di informatica imparammo, o ci dissero che esistevano due programmi che avremmo dovuto imparare: il COBOL e il Fortran. Parlo al condizionale perché all'epoca avemmo la grande sfortuna di avere un'insegnante che di informatica non ne sapeva niente. Infatti per tutti i tre anni di informatica avevamo un unico libretto che boh, un libretto con la copertina verde dove noi imparavamo le cose a memoria, ma veramente non abbiamo mai fatto niente di che, tant'è che all'esame di maturità, essendo il nostro un corso particolare, appunto quello corso programmatori, e informatica era una materia obbligatoria, e noi ci preparammo porelli, però quando l'esaminatore della commissione esterna cominciò a interrogarci si rese conto che anche i più bravi della classe, anche quelli che presero nove al compito di italiano, non ne sapevano assolutamente niente di informatica e stavano semplicemente ripetendo a memoria delle cose che avevano imparato, ma dalle quali non avevano assolutamente nessuna idea.
Comunque sì, è vero Severino, anche noi siamo stati dei pionieri dell'informatica. Hai perfettamente ragione in quel bellissimo messaggio che mi hai mandato, nel messaggio vocale, perché Severino non sta a Cagliari adesso sta nel Dorset, e ha una bellissima famiglia e fa un bellissimo mestiere, e noi da 40 anni che non ci vediamo. Sì, mi hai ricordato Severino che anche noi siamo stati dei pionieri e che il nostro avvicinarci all'informatica in tempi non sospetti non ci ha fatto per niente male. Siamo rimasti belli curiosi e diciamo che non siamo venuti fuori troppo traumatizzati da quell'esperienza, siamo riusciti a farne tesoro e poi siamo andati avanti ognuno per la propria strada. Dai che presto ci rincontriamo.
TRANSLATION
It took my friend Severino to remind me that we were also pioneers of computer science. Severino, with whom I went to high school at the Pietro Martini Technical Institute in Cagliari, a technical institute that had a programming class that I enrolled in, not so much attracted by computer science, as there was still very little talk of computer science, but it was a class, a course of study that allowed us to learn English for all five years, I wanted to learn English, there was no language high school at the time I think, or anyway, I don't know why, I enrolled at Martini and started this programming course.
We had these big electronic computers that I seem to remember still worked with cards, we used them very little because, like the model bench, that is a fake bank where we were supposed to pretend to do all banking operations, it was never used as intended, and we were told that there were two programs we were supposed to learn: COBOL and Fortran. I speak in the conditional because at...



