Show notes
L'avete vista la bambina che ha fatto la lotta con il gallo e quando il gallo ha vinto, lo hanno ucciso per vendetta? Questa e altre facezie nell'episodio odierno, ancora con la voce artificiale che il medico mi ha raccomandato di non parlare. Oggi anche un consiglio per l'ascolto: Taglia la testa al gallo.
TRASCRIZIONE E LINK [ENG translation below]
Sempre Cristina Marras, sempre i 3 minuti grezzi e sempre obbligata a usare una voce artificiale perché da 4 giorni sono afona. Mi sto curando, la situazione è in leggero miglioramento ma ancora non posso parlare, sto usando l’iPad come lavagna per comunicare.
Finito l’aggiornamento sullo stato del mio strumento di lavoro passo a parlare del gallo ucciso per vendetta.
Io sono stata vegetariana per un quarto di secolo e ho ripreso mangiare carne una decina di anni fa, aggiungo che saranno pure fatti tuoi quello che mangi, no? Quindi questo non è un commento su quello che mangia la gente che a me interessa solo quello che mangio io.
Su Facebook ho visto una serie di immagini che mi hanno colpito: il viso di una bambina di circa 3 – 4 anni con lividi e abrasioni. Oddio, ho pensato, chi ha ridotto così la creatura? Leggo la didascalia: è stato un gallo che la famiglia teneva nel cortile. Non conosco i motivi del litigio tra gallo e bambina, quindi non mi esprimerò, ma passiamo alla galleria delle foto pubblicate: allora, un paio di primi piani della bambina con occhioni lucidi e graffi sul viso, sul collo, dietro le orecchie… (ellamiseria! Ma che era, un gallo da combattimento?), primo piano sulle zampe del gallo, bambina che ride contenta in posa con il gallo morto, padella con olio sfregolante e polpette, bambina sorridente che mangia le polpette.
Mi è tornato subito in mente un Natale, quando io e mio fratello eravamo poco più grandi della bambina del gallo. Noi siamo cresciuti in un appartamento in città, e all'epoca Cagliari non aveva i parchi con gli animali che scorrazzano, a casa nimali non se ne potevano tenere e quindi noi gli animali li vedevamo solo alla televisione. Siamo con in nostri genitori a Serri, un paesino dell’entroterra, in visita dai nonni.
La casa dei nonni è vecchissima, di pietra, con l’orto, il forno per il pane, l’albero di fico, un fienile gigantesco e naturalmente l’aia, e questo natale oltre alle oche e alle galline a casa dei miei nonni c'era anche un tacchino.
Ora, io e mio fratello un tacchino l'avevamo visto solo sui libri ed eravamo terrorizzati e affascinati, perché eravamo molto piccoli e lui molto grande, e faceva fa glu-glu-glu e ci rincorreva e noi a scappare e a gridare e a ridere e a divertirci così. Siamo bambini di città, siamo ingenui, non ci viene in mente niente quando la notte di natale portano l’arrosto in tavola.
Peccato che c'è sempre il solito zio cretino che ci prende in giro perché piangiamo quando ci danno il formaggio con i vermi. Ecco, lo zio cretino si diverte un mondo a dirci che stiamo mangiando il tacchino con cui avevamo giocato tutto il giorno.
E noi giù a piangere.
TRANSLATION and links
Still Cristina Marras, still my podcast, 3 raw minutes, and
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Sempre Cristina Marras, sempre i 3 minuti grezzi e sempre obbligata a usare una voce artificiale perché da 4 giorni sono afona. Mi sto curando, la situazione è in leggero miglioramento ma ancora non posso parlare, sto usando l’iPad come lavagna per comunicare.
Finito l’aggiornamento sullo stato del mio strumento di lavoro passo a parlare del gallo ucciso per vendetta.
Io sono stata vegetariana per un quarto di secolo e ho ripreso mangiare carne una decina di anni fa, aggiungo che saranno pure fatti tuoi quello che mangi, no? Quindi questo non è un commento su quello che mangia la gente che a me interessa solo quello che mangio io.
Su Facebook ho visto una serie di immagini che mi hanno colpito: il viso di una bambina di circa 3 – 4 anni con lividi e abrasioni. Oddio, ho pensato, chi ha ridotto così la creatura? Leggo la didascalia: è stato un gallo che la famiglia teneva nel cortile. Non conosco i motivi del litigio tra gallo e bambina, quindi non mi esprimerò, ma passiamo alla galleria delle foto pubblicate: allora, un paio di primi piani della bambina con occhioni lucidi e graffi sul viso, sul collo, dietro le orecchie… (ellamiseria! Ma che era, un gallo da combattimento?), primo piano sulle zampe del gallo, bambina che ride contenta in posa con il gallo morto, padella con olio sfregolante e polpette, bambina sorridente che mangia le polpette.
Mi è tornato subito in mente un Natale, quando io e mio fratello eravamo poco più grandi della bambina del gallo. Noi siamo cresciuti in un appartamento in città, e all'epoca Cagliari non aveva i parchi con gli animali che scorrazzano, a casa nimali non se ne potevano tenere e quindi noi gli animali li vedevamo solo alla televisione. Siamo con in nostri genitori a Serri, un paesino dell’entroterra, in visita dai nonni.
La casa dei nonni è vecchissima, di pietra, con l’orto, il forno per il pane, l’albero di fico, un fienile gigantesco e naturalmente l’aia, e questo natale oltre alle oche e alle galline a casa dei miei nonni c'era anche un tacchino.
Ora, io e mio fratello un tacchino l'avevamo visto solo sui libri ed eravamo terrorizzati e affascinati, perché eravamo molto piccoli e lui molto grande, e faceva fa glu-glu-glu e ci rincorreva e noi a scappare e a gridare e a ridere e a divertirci così. Siamo bambini di città, siamo ingenui, non ci viene in mente niente quando la notte di natale portano l’arrosto in tavola.
Peccato che c'è sempre il solito zio cretino che ci prende in giro perché piangiamo quando ci danno il formaggio con i vermi. Ecco, lo zio cretino si diverte un mondo a dirci che stiamo mangiando il tacchino con cui avevamo giocato tutto il giorno.
E noi giù a piangere.
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