Nel caso in cui la tua azienda produca, assembli, importi, o distribuisca articoli contenenti questi SVHC in concentrazione superiore allo 0,1% peso su peso, occorre NOTIFICARLI alla BANCA DATI SCIP.
L'obbligo per le aziende di presentare le notifiche si applica da Gennaio 2021. Quindi, i termini sono già scaduti.
Le informazioni raccolte da questa Banca Dati SCIP vengono messe a disposizione del pubblico: in particolare dei consumatori e dei gestori dei rifiuti.
Nel rispetto della riservatezza l'ECHA garantisce la sicurezza delle informazioni sensibili, come ad esempio i legami tra i soggetti privati che compongono le catene di approvvigionamento.
La prima cosa da fare è capire se il tuo prodotto è un articolo oppure no.
Se sei un dettagliante e fornisci i tuoi articoli solo ai consumatori, non devi presentare alcuna notifica.
Tutto quanto si incardina sulla definizione di "articolo". Quindi vediamo come lo definisce il REACH, l'articolo è "un oggetto a cui durante la produzione sono dati una forma, una superficie o un disegno particolari che ne determinano la funzione in misura maggiore della sua composizione chimica".
Secondo il REACH, articoli sono ad esempio gli indumenti, le pavimentazioni, i mobili, la gioielleria, i giornali e gli imballaggi. Ma la lista è potenzialmente infinita!
La seconda cosa da fare è raccogliere informazioni, per capire se nel tuo articolo sono presenti sostanze pericolose, di che tipo e in quali quantità. Se sono presenti in quantità INFERIORE allo 0,1% in peso, non ci sono obblighi.
Se invece sono presenti oltre lo 0,1% , oppure se la sostanza è presente negli articoli in quantità superiori ad una tonnellata all'anno, allora è necessario presentare una notifica attraverso il portale dell'ECHA.
Attenzione perché le aziende devono effettuare la notifica non oltre sei mesi dopo l'inclusione della sostanza nell'elenco di sostanze candidate.
Per reperire tali informazioni bisogna rivolgersi ai fornitori dei materiali che utilizzi o sugli articoli che a tua volta utilizzi. A loro volta anche i tuoi clienti potrebbero chiederti informazioni sulla presenza di queste sostanze. Questo perché potrebbero avere a loro volta l'obbligo a fare la notifica o a comunicarlo ai consumatori.
I consumatori possono richiedere informazioni analoghe. Il fornitore dell'articolo è tenuto a fornire queste informazioni gratuitamente entro 45 giorni.
Qual è lo scopo di queste informazioni? L'obiettivo è quello di raccogliere nella banca dati SCIP tutte le informazioni disponibili sugli articoli che contengono sostanze pericolose, in particolare di che tipo e in quali quantità.
Ciò permetterà di monitorare queste sostanze durante tutto il ciclo di vita degli articoli, anche nella fase in cui diventano rifiuti.
Ciò è necessario anche per informare gli importatori, i distributori e anche i consumatori.
Cosa succede se non adempie agli obblighi di cui ho parlato? Questo dipende da ciascun Stato della Unione Europea ed in particolare ogni Sato deve far rispettare il Regolamento REACH, con propri strumenti di controllo e verifica, con anche apposite sanzioni.
Dato che la legge non ammette ignoranza, è buono conoscere quest'obbligo.
L'A2C ha realizzato un breve videocorso a riguardo e ha attivato un servizio di consulenza, a supporto sia dei produttori e sia distributori.
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