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Equo compenso per la progettazione in lavori privati (D.M. 17/06/2016) - in 5 minuti
4 minutes Posted Jan 25, 2021 at 12:00 pm.
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A seguito del Decreto Bersani del 2006 e del Decreto Legge sulle liberalizzazioni del Governo Monti del 2012, si creata una criticità nel determinare il compenso dei tecnici in ambito privato. Cioè le parcelle non sono più soggette a tariffe professionali uniche, ma sono state aperte al mercato, con i suoi pro e contro. Questo ha comportato una corsa al ribasso che, come è naturale che sia, ha portato ad una diminuzione della qualità dei servizi tecnici. A danno sia dei professionisti, in termini di equo compenso, e sia dei committenti, in termini di qualità delle prestazioni tecniche. In sintesi il danno è grosso ed a rivolto a tutti. I frequenti errori di progettazione, che si possono riscontrare in giro per l'Italia, sono figli di quella scelta. Quindi, come valutare, nei lavori privati se un compenso è equo o meno? L'unica soluzione è assimilarli alla normativa in ambito delle opere pubbliche. E quindi, in particolare il D.M. 17/06/2016. Questo può essere utile anche, ad esempio, nell'ambito della detrazione del 110% a valutare se le spese di un tecnico siano o meno congrue. Il D.M. 17/06/2016 fornisce parecchi spunti interessanti, sebbene sia rivolto ai lavori pubblici e sia piuttosto macchinoso. Iniziamo a parlare di compenso orario, perché dove non si possono assimilare le voci del Decreto è necessario procedere con una valutazione oraria. All'art.6, comma 2 è riportato che per prestazioni non presenti negli allegati al Decreto, si deve tener conto dell'impegno del professionista, dell'importanza della prestazione e del tempo impiegato; mantenendosi tra il valore di massimo di 75€/h e il valore minimo di 50€/ora. Se non fosse convincente questo riferimento orario, a supporto c'è anche il D.M. Interno 02/03/2012 relativo alla tariffa dei VVF, in cui c’è il riferimento di un onere per il contribuente di 50€/h per l’attività di valutazione progetti in ambito antincendio. Quindi su base oraria, per un professionista tecnico laureato il compenso dovrebbe essere tra i 50€ e i 75€/ora. Passiamo ora al nocciolo del decreto. Bisogna consultare le macchinose tabelle riportate negli allegati. Il compenso CP è la sommatoria, per ogni categoria, dei prodotti tra: costo categoria opera V, per il grado di complessità G, per la specificità delle prestazioni Q, per il parametro base P. Quest'ultimo si calcola da un'altra formula che deriva dal costo della categoria. Quindi bisogna prendere gli allegati e cercare nelle tabelle la tipologia assimilabile di lavoro, che si sta facendo o si è fatto, e quali sono le categorie e le opere associate. Bisogna prendere nota dei parametri G nella tavola Z-1 e Q nella tavola Z-2. Poi bisogna assegnare alle singole tipologie di opere, di cui si sono trovati G e Q, il relativo costo V da computo metrico o contabilità, a seconda dei casi; e poi sviluppare la moltiplicazione e la sommatoria. Si ottiene quindi la stima del compenso dovuto al professionista. Concludendo. Premettendo che è obbligatoria l'offerta scritta, da parte del professionista, prima di iniziare le attività. Nel caso di lavori privati non esistono più le tariffe, e quando è necessario verificare la congruità di quanto chiesto in parcella, come ad esempio nel caso del 110%, c'è necessità di un punto di riferimento. Questo è dato dal D.M. 17/06/2016, che è stato concepito per i lavori pubblici, ma è assimilabile.  Come abbiamo visto è macchinoso, e per chi fosse interessato l'A2C ha realizzato un foglio di calcolo per rendere il conteggio veloce e automatico.   

Per richieste preventivi, scrivere a:   [email protected]

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