45parallelo
45parallelo
Emanuele Bottiroli
Covid-19, danni per 12 miliardi. Le contromosse dei consorzi virtuosi
4 minutes Posted Jun 26, 2020 at 11:08 pm.
0:00
4:39
Download MP3
Show notes
Il 2020 sarà certo ricordato come l’annus horribilis per la vitivinicoltura italiana tra incubo dazi, Covid, lockdown e crollo delle vendite in Horeca con wine bar e ristoranti che, sebbene riaperti, tra psicosi e mascherine lavorano a mezzo servizio quasi ovunque.

Un anno che mette alla prova anche la maturità dei consorzi italiani dopo che dal Mipaaf sono arrivati solo incentivi per la distillazione e per la vendemmia verde, misure assolutamente insufficienti per far fronte allo tsunami che ha interessato il settore. Per di più per quanto concerne la vendemmia verde, che prevede il diradamento dell’uva per produrre di meno risulterà difficilissimo, viste le esigue forze ispettive in campo, verificare la reale applicazione della misura.

Ci sono altre due misure che i terroir vitivinicoli italiani possono adottare per arginare fluttuazioni di mercato: calo delle rese produttive in deroga a quanto previsto dai disciplinari di produzione e riserva di cantina, ovvero bloccare per poi eventualmente sbloccare un po’ per volta le produzioni sulla base delle risposte dei canali di vendita e dei mercati. L’altra strategia di medio e lungo termine in qualche caso già richiesta e in altri casi in fase d’analisi, come in Sicilia, è il blocco a nuovi impianti viticoli per il prossimo futuro.
Chi si è mosso in modo più virtuoso? Queste le denominazioni che hanno tempestivamente adottato contromisure: Valpolicella, Soave, Prosecco di Valdobbiadene, Pinot Grigio delle Venezie, Brunello di Montalcino e Chianti.