3' Grezzi di Cristina Marras
3' Grezzi di Cristina Marras
M. Cristina Marras
3' grezzi Ep. 645 Biennale di Venezia
3 minutes Posted Oct 7, 2023 at 8:38 am.
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Biennale di Venezia deludente.

TRASCRIZIONE [ENG translation below]

Quando abitavo fuori dall'Italia la visita alla Biennale di Venezia è sempre stata una tradizione, un passaggio obbligato, obbligato, voluto e anche goduto, e di solito ci si organizzava così: un giorno dedicato interamente ai padiglioni delle nazioni e un giorno invece dedicato all'Arsenale. Queste due giornate erano sempre pienissime. Si cercava di stare a Venezia prima dell'apertura, così da potersi mettere in fila, entrare subito e girare tutti i padiglioni e l'arsenale.

Raramente si faceva in tempo a vedere qualcuna delle mostre collaterali, se non mentre ci si passava davanti da un posto all'altro e si entrava un attimo così. E la sensazione che avevo sempre avuto visitando la Biennale, sia quella di architettura che quella dell'arte, era sempre quella di non fare in tempo a vedere tutto. Infatti si iniziava pianino, si leggeva tutto, poi alla fine, appunto per riuscire a vedere tutte le cose che c'erano, non dico che si andasse di corsa ma quasi.

E ripeto, alla fine delle due giornate c'era questo grande senso di spossatezza, come quando si va a Roma per la prima volta e si vedono tutte le chiese, alla decima chiesa col quadro del Mantegna, dici beh sì l'abbiamo già vista, andiamo avanti.

Ecco questo mio viaggio, questi giorni che sto nel continente, come noi sardi chiamiamo il resto dell'Italia che non ci appartiene, sì, mi ero organizzata per vedere un giorno i padiglioni e un giorno e i giardini l'Arsenale. E invece niente. Per la prima volta son rimasta molto delusa dalla Biennale di Venezia, quest'anno architettura che tra l'altro ho sempre detto, io preferisco quella d'architettura a quella dell'arte, perché c'è più struttura. È vero, è vero, ma quest'anno, sia per le scelte fatte da alcuni padiglioni che erano vuoti, non c'era niente da vedere, anche quelli che esponevano qualcosa erano cose che guardavi, avevi visto anche se ti mettevi a leggere tutto. Non c'era, non ho visto questa profondità. E poi tant'è che dopo mezza giornata che era che eravamo lì ci siamo guardati, ma vabbè, visto che ci siamo, abbiamo già finito qua andiamo a vedere anche andiamo a vedere l'Arsenale.

L'Arsenale è leggermente meglio però non c'è nemmeno una cosa che ho visto che mi abbia colpito che mi abbia... Di solito c'erano sempre quelle due tre cose che mi rimanevano impressi e mi ricordo ancora cose viste quattro cinque anni fa, bellissime. Invece quest'anno niente. Non so perché, ma addirittura all'Arsenale, lo spazio dell'Arsenale era quasi vuoto. Cioè per andare da un un posto all'altro da un display all'altro facevi chilometri dove non c'era niente quindi non lo so. Mi è piaciuto il padiglione australiano, quello mi è piaciuto molto però per il resto no.



TRANSLATION

When I lived outside of Italy, a visit to the Venice Biennale was always a tradition, an obligatory, required, wanted and enjoyed passage, and we usually arranged it this way: one day devoted entirely to the pavilions of the nations and one day instead devoted to the Arsenale. These two days were always packed. We tried to be in Venice before the opening, so we could get in line, get in right away and tour all the pavilions and the arsenal.
Rarely did we make time to see any of the side exhibits, except as we walked past them from one place to another and walked in for a moment just like that. And the feeling I had always had visiting the Biennale, both the architecture and the art Biennale, was always that I would not make it in time to see everything. In fact you would start off slowly, read everything, then at the end, just to be able to see all the things that were there, I don't say you would rush but almost.
And again, at the end of the two days there was this great sense of exhaustion, like when you go to Rome for the first time and you see all the churches,...