Show notes
Un libriccino velocissimo da leggere ma che rimane in testa con le sue idee profonde che ci presentano l'aspetto più inquietante della nostra realtà realtà.
TRASCRIZIONE [ENG translation below]
Oggi voglio parlarvi di un libro, un libriccino di poche pagine si chiama Le non cose ed è di uno scrittore coreano che si chiama Byung-Chul Han. È un libriccino che si legge molto, molto velocemente, appunto perché è scritto in grande e poi ha poche pagine, ma ha lasciato in me veramente un'impressione profonda, perché con un linguaggio molto semplice parla di cose a cui non avevo pensato e che sono molto interessanti. Il libro inizia raccontando brevemente la trama di un romanzo giapponese, dove c'è quest'isola e gli abitanti che perdono i ricordi perdono i ricordi perché c'è una polizia segreta che impedisce loro di ricordare, allora loro nascondono i ricordi, però la polizia arriva e li porta via. Arrivano addirittura a dimenticare i ricordi delle parti del corpo un po' triste e un po' anti utopico, perché poi traccia dei paralleli, lo scrittore, tra questo romanzo giapponese e il presente che noi stiamo vivendo.
Il presente dove le cose noi non ricordiamo più ma stiamo perdendo gli oggetti, stiamo perdendo le cose concrete e stiamo sostituendo tutto con il digitale. Non cerchiamo più di ricordarci le cose, le mettiamo via in modo digitale, così da non doverle ricordare. È una riflessione, diciamo che da un certo punto di vista è banale perché non facciamo altro che ripetercelo, viviamo nell'epoca dell'informazione e le informazioni sono la cosa più importante. Però questa analisi è molto piccola, molto concreta, anche.
Mi ha fatto proprio riflettere sul fatto che io ricordo solo un numero di telefono a memoria, è quello della casa dove abita mia mamma, che è immutato da quando ero bambina alla scuola elementare, ma a malapena ricordo il mio numero di telefono, se passa un po' di tempo che non lo ripeto e qualcuno me lo chiede, devo un attimo fermarmi, altrimenti proprio non non lo so più a memoria, perché faccio affidamento sul fatto che non ho più nemmeno un'agendina, tutti i miei numeri di telefono sono raccolti - come con tutti - all'interno del mio cellulare.
Un altro esempio è il fatto che non esistono più il cielo e la terra reali ma parliamo di cloud, parliamo di Google. E un'altra cosa che mi ha fatto riflettere su questo libro è il fatto che ormai la nostra generazione è una generazione senza mani perché non afferriamo più gli oggetti, la nostra è una generazione col dito per cliccare per a indichiamo col dito per cliccare, per scegliere. Quindi non passiamo più il tempo a riflettere sugli oggetti tenendoli in mano, noi effettuiamo delle scelte. E sì, è un libro un po' inquietante.
TRANSLATION
Today I want to tell you about a book, a tiny book of a few pages called Non-Things and it is by a Korean writer called Byung-Chul Han. It is a little book that can be read very, very quickly, precisely because it is written with large font and has few pages, but it really left a profound impression on me, because in very simple language it speaks of things I had not thought of and which are very interesting.
The book begins by briefly recounting the plot of a Japanese novel, where there is this island and the inhabitants who lose their memories, lose their...
TRASCRIZIONE [ENG translation below]
Oggi voglio parlarvi di un libro, un libriccino di poche pagine si chiama Le non cose ed è di uno scrittore coreano che si chiama Byung-Chul Han. È un libriccino che si legge molto, molto velocemente, appunto perché è scritto in grande e poi ha poche pagine, ma ha lasciato in me veramente un'impressione profonda, perché con un linguaggio molto semplice parla di cose a cui non avevo pensato e che sono molto interessanti. Il libro inizia raccontando brevemente la trama di un romanzo giapponese, dove c'è quest'isola e gli abitanti che perdono i ricordi perdono i ricordi perché c'è una polizia segreta che impedisce loro di ricordare, allora loro nascondono i ricordi, però la polizia arriva e li porta via. Arrivano addirittura a dimenticare i ricordi delle parti del corpo un po' triste e un po' anti utopico, perché poi traccia dei paralleli, lo scrittore, tra questo romanzo giapponese e il presente che noi stiamo vivendo.
Il presente dove le cose noi non ricordiamo più ma stiamo perdendo gli oggetti, stiamo perdendo le cose concrete e stiamo sostituendo tutto con il digitale. Non cerchiamo più di ricordarci le cose, le mettiamo via in modo digitale, così da non doverle ricordare. È una riflessione, diciamo che da un certo punto di vista è banale perché non facciamo altro che ripetercelo, viviamo nell'epoca dell'informazione e le informazioni sono la cosa più importante. Però questa analisi è molto piccola, molto concreta, anche.
Mi ha fatto proprio riflettere sul fatto che io ricordo solo un numero di telefono a memoria, è quello della casa dove abita mia mamma, che è immutato da quando ero bambina alla scuola elementare, ma a malapena ricordo il mio numero di telefono, se passa un po' di tempo che non lo ripeto e qualcuno me lo chiede, devo un attimo fermarmi, altrimenti proprio non non lo so più a memoria, perché faccio affidamento sul fatto che non ho più nemmeno un'agendina, tutti i miei numeri di telefono sono raccolti - come con tutti - all'interno del mio cellulare.
Un altro esempio è il fatto che non esistono più il cielo e la terra reali ma parliamo di cloud, parliamo di Google. E un'altra cosa che mi ha fatto riflettere su questo libro è il fatto che ormai la nostra generazione è una generazione senza mani perché non afferriamo più gli oggetti, la nostra è una generazione col dito per cliccare per a indichiamo col dito per cliccare, per scegliere. Quindi non passiamo più il tempo a riflettere sugli oggetti tenendoli in mano, noi effettuiamo delle scelte. E sì, è un libro un po' inquietante.
TRANSLATION
Today I want to tell you about a book, a tiny book of a few pages called Non-Things and it is by a Korean writer called Byung-Chul Han. It is a little book that can be read very, very quickly, precisely because it is written with large font and has few pages, but it really left a profound impression on me, because in very simple language it speaks of things I had not thought of and which are very interesting.
The book begins by briefly recounting the plot of a Japanese novel, where there is this island and the inhabitants who lose their memories, lose their...



